Un nastro continuo di rifiuti — mobili abbandonati, materassi, infissi, elettrodomestici, scarti edili e plastica — è ciò che le Guardie OIPA di Reggio Calabria, guidate dal dott. Andrea Marino, e gli operatori della Guardia Agroforestale Italiana, coordinati da Rocco Riso, hanno trovato durante un sopralluogo congiunto lungo il torrente Calopinace.
Una collaborazione avviata di recente, ma già capace di restituire un quadro chiaro del degrado ambientale che affligge la zona.
Le immagini raccolte mostrano una discarica a cielo aperto radicata da anni:
«Il letto del torrente, un tempo corridoio naturale verso il mare, è oggi irriconoscibile e pericoloso», denuncia OIPA.
La collaborazione tra OIPA RC e Guardia Agroforestale nasce dalla volontà di rafforzare la tutela ambientale attraverso monitoraggio, prevenzione e segnalazioni istituzionali.
«Questa non è solo un’emergenza ambientale, ma culturale e civica», afferma Marino.
Riso sottolinea: «Quando più realtà si uniscono per il bene comune, il territorio ricomincia a respirare».
Il sopralluogo rappresenta il primo passo di un percorso che prevede ulteriori controlli, campagne di sensibilizzazione e proposte operative per il recupero dell’area.
Il messaggio è netto: Reggio Calabria non può continuare a convivere con simili zone d’ombra.
Le associazioni invitano la popolazione a sostenere l’azione di tutela: «Chi abbandona rifiuti danneggia salute, paesaggio, economia e dignità collettiva».
L’obiettivo è inaugurare una nuova stagione di vigilanza e responsabilità condivisa.
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