Il territorio di Andria continua a essere sotto stretta osservazione da parte della Guardia Agroforestale Italiana, che ha intensificato le attività di monitoraggio e denuncia dopo la nota ufficiale del Ministero dell’Ambiente firmata dal dirigente Eugenio De Francesco.
Al centro dell’attenzione è finita la zona di Contrada Torrenuova – Canalone Ciappetta-Camaggi, dove i volontari guidati da Gennaro Campanile hanno già segnalato situazioni critiche. Ma è nell'area urbana che arriva la nuova, preoccupante scoperta: una vera e propria catasta di lastre di amianto, abbandonate tra residui edili in via Covarato, nei pressi di via Alfonso Leonetti, ai piedi del ponte che sottopassa la tangenziale.
“Con i miei volontari – ha dichiarato Campanile – da tempo stiamo monitorando la città di Andria in modo sistematico. Le segnalazioni vengono inoltrate direttamente al Ministero dell’Ambiente, che sta finalmente intervenendo, anche grazie al sostegno dell’associazione Io Ci Sono! e dell’attivista Savino Montaruli”.
Il quadro emerso dalle indagini è allarmante. Non si tratta solo di rifiuti: ciò che preoccupa maggiormente è la presenza di materiali cancerogeni come l’amianto, che rappresentano un grave rischio per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
Campanile lancia un duro appello:
“Ciò che stiamo certificando è drammatico. Le istituzioni locali e le cosiddette associazioni ambientaliste devono assumersi le proprie responsabilità. L’inquinamento non è solo ambientale, ma sanitario. La popolazione è esposta a rischi inaccettabili”.
La Guardia Agroforestale Italiana assicura che il lavoro non si fermerà: i controlli proseguiranno su tutto il territorio, con l’obiettivo di individuare non solo i responsabili diretti, ma anche chi ha avuto comportamenti omissivi.
“Non possiamo permettere che ci si abitui al degrado – conclude Campanile – la situazione è disastrosa e merita un intervento urgente e deciso da parte di tutti gli enti competenti”.